IL CONDUTTORE AL RING
(L'HANDLER)
Le
caratteristiche che deve avere un conduttore di pastori tedeschi nei ring dei
raduni del settore allevamento (per intenderci quelle gare che una volta si
definivano “di bellezza”) possono essere divise in due categorie che
utilizzeremo per individuare le qualità minime necessarie e quelle che possiamo
invece considerare solo migliorative.
1)
Perfetta conoscenza delle convenzioni previste nelle varie competizioni,
sia ENCI che SAS, e nelle diverse categorie all’interno di queste.
2)
Condizioni fisiche e di forma adeguate allo sforzo, sia in termini di
resistenza che di velocità, che il tipo di gara richiede.
3)
Conoscenza precisa della posizione di piazzamento standard che il giudice
si aspetta di vedere per lo studio della morfologia del cane a fermo.
4)
Sufficiente tranquillità e fiducia in sé stessi per poter convogliare
la propria concentrazione verso gli eventi che accadono e che stanno per
accadere.
5)  
Capacità di gestire le energie del cane spingendolo a dare il meglio
soltanto nei momenti in cui viene osservato dal giudice e dai suoi assistenti.
6)
Determinazione, chiarezza e serenità nel chiedere al proprietario del
cane di chiamarlo nei tempi e nei modi ottimali, in relazione al tipo di campo
in cui si svolge la gara.
7)
Intuito e sensibilità tali da sapersi adattare ai vari tipi di cane sia
in relazione all’abitudine al
ring che questi hanno, sia al carattere ed allo stato emotivo che cane e
proprietario dimostrano durante lo svolgimento della competizione.
8)
Conoscenza dei gusti, inclinazioni e metodologie operative dei vari
giudici e dei loro assistenti allievi.
9)
Tendenza a non utilizzare trucchi e, se proprio è necessario ricorrere a
qualche espediente per attenuare difetti del cane, capacità di attuarli senza
essere visti, sapendo tenere sempre presente che tutti i giudici sono persone di
grande esperienza anche sotto questo l’aspetto.
10) Capacità di selezionare le richieste da parte dei
proprietari facendo attenzione a non accettare di condurre al ring esemplari non
competitivi, non abituati al ring o irrequieti e mordaci, per non rischiare
l’immagine di valido handler.
Esaminiamo punto per punto:
1)
Non è possibile improvvisare, senza opportuna conoscenza, i
comportamenti che il giudice dà per scontati. Presentarsi ad una competizione
senza saper capire cosa significano gesti e frasi del direttore di gara, e che
cosa bisogna fare, costringe il giudice a perdere del tempo e spesso anche la
pazienza. In ogni caso il cane condotto finirà per assumere un atteggiamento
insicuro, timido e verrà ampiamente penalizzato.
2)
Portare in gara uno juniores o un cucciolone richiede
uno sforzo fisico molto limitato e le velocità raggiunte negli allunghi in
queste classi sono relative, per cui chiunque abbia un fisico sufficientemente a
posto può affrontarle. Molto diversa la situazione nelle gare delle classi
superiori e in particolare in quelle adulti, nelle quali il conduttore rischia
di limitare la prestazione del cane se non è praticamente un atleta.
3)
La capacità di piazzare il cane in posizione standard per lo studio a
fermo della morfologia, così come il saper mettere il cane in condizione di
farsi osservare i denti e i testicoli senza creare problemi, sono cose che il
giudice apprezza poiché gli consentono di non perdere tempo ma soprattutto
perché dimostrano che sia il cane che il conduttore sono all’altezza della
competizione.
4)
L’essere tranquilli e sicuri di sé è un requisito indispensabile
perché l’handler che orienta tutta la propria concentrazione su sé stesso e
sul cane condotto non riesce a seguire pienamente la gara nel suo svolgimento,
è invece indispensabile sapersi guardare attorno continuamente sia per cogliere
l’attimo in cui il giudice sta osservando l’esemplare portato, sia per
sapersi proteggere da comportamenti scorretti che gli altri conduttori
potrebbero assumere. Gli errori tipicamente commessi da handler emozionati e
insicuri sono il piazzare bene il cane quando il giudice è lontano per poi non
riuscirci quando questi gli passa davanti, e farsi sorpassare o frenare
ingiustamente da conduttori esperti che sanno approfittare rapidamente di ogni
situazione propizia.
5)
Un cane morfologicamente in grado di competere in gara, ben allenato e
con un carattere equilibrato e sicuro non ha bisogno di un handler particolare.
Se il cane vale, se viene portato al ring da un conduttore con le
caratteristiche finora descritte, e se viene chiamato correttamente dal
proprietario, non ha bisogno d’altro per essere valutato giustamente dal
direttore di gara ed ottenere i risultati che merita. Sarà compito del bravo
handler compensare eventuali carenze di allenamento o di esperienza di ring
gestendo le energie e le intemperanze dell’esemplare condotto, relativamente
allo svolgimento della gara.
6)
Il pastore tedesco è un cane di grande espressività e reattività per
cui migliora enormemente il proprio aspetto quando si tende nello stato di
massima attenzione, per questo un esemplare portato nel ring dal proprietario,
per quanto possa essere un esperto conduttore, non assumerà quel particolare
atteggiamento che assumeranno invece i concorrenti portati da handlers e
chiamati dai proprietari. In ogni caso il movimento di cui il cane è capace
potrà essere espresso al massimo soltanto sulla spinta dell’emozione data dal
sentirsi chiamare dall’amato proprietario.
Sui punti 7, 8, 9 e 10 non
c’è molto da dire, si tratta di quegli aspetti delle gare che riguardano gli
handler ormai esperti e che sostanzialmente vanno lasciati all’interpretazione
di ciascuno. Potremmo tuttavia affermare che spesso capita di incontrare
conduttori che applicano tattiche di gara, teoricamente giustissime in linea
generale, al momento o alla competizione sbagliati. Altresì succede di vedere
handlers ricorrere a trucchi banali proprio sotto gli occhi del giudice che quei
trucchi li conosce da molto prima e magari anche meglio.
Da apprezzare invece l’esperienza e la raffinatezza del conduttore che riesce a trovare il modo, il tempo e la concentrazione da poter valutare finanche l’intensità e la provenienza della luce solare per riuscire a piazzare il cane in modo che le ombre naturali esaltino pelo e muscolatura.